Phantom Blade Zero si ispira a Devil May Cry e Dark Souls, può vendere "più di 30 milioni di copie"

S-Game parla di ispirazioni e della pressione dopo gli investimenti di Tencent.

Phantom Blade Zero si ispira a Devil May Cry e Dark Souls, può vendere "più di 30 milioni di copie"

Quando due anni fa il gioco d'azione cinese Phantom Blade Zero è stato rivelato al pubblico, ha suscitato numerosi paragoni con i titoli Souls di FromSoftware, tanto che il suo game director, Liang (chiamato anche "Soulframe"), ha dovuto ripetutamente minimizzare l'influenza di questi giochi. Inoltre, con il passare del tempo, sono state notate diverse somiglianze con la serie Ninja Gaiden, soprattutto per quanto concerne il sistema di combattimento. Ma dove si colloca esattamente Phantom Blade Zero? In quale genere? Secondo il suo autore, si tratta di un "mix di ispirazioni".

Stando a quanto dichiarato durante un'intervista con Eurogamer, Phantom Blade Zero è una combinazione di diversi stili di gioco e idee differenti. Da un lato, prende spunto dal combattimento basato sulle combo di Devil May Cry, ma con comandi meno complessi, così da risultare più accessibile. Dall'altro, si ispira alla progettazione dei livelli di Dark Souls, con mappe interconnesse, ma senza l'elevato livello di difficoltà. Infine, l'atmosfera inquietante di giochi come Resident Evil 4 o Alan Wake è stato un altro riferimento importante, per la creazione di un'estetica che il team descrive con il termine "kung fu punk".

Liang ha inoltre sottolineato che Phantom Blade Zero non vuole essere solo una copia di altri titoli, ma un'opera originale, coesa, che si sviluppa secondo due filosofie principali. La prima è l'idea di creare un "film di kung fu giocabile", ispirato ai film di kung fu di Hong Kong degli anni '70, come quelli di Bruce Lee, Jackie Chan e Jet Li. L’obiettivo del team è riportare in auge questa tendenza, che è andata svanendo dai primi anni 2000, ed è ritornata solo recentemente grazie a titoli come Sifu. La seconda filosofia prende spunto dallo sviluppo dei giochi degli anni '90, cercando di mantenere il progetto gestibile in termini di portata, budget e dimensioni del team. Liang descrive il progetto come un "indie di grandi dimensioni", nonostante il supporto di Tencent.

A proposito di Tencent, la multinazionale ha finanziato il gioco, proprio come fatto tempo fa con Game Science, lo studio di Black Myth: Wukong, e di conseguenza la pressione per le vendite è aumentata. Liang ha infatti ammesso che, sebbene il successo di Wukong abbia portato maggiore visibilità e risorse per Phantom Blade Zero, ha anche fatto crescere la pressione. Le vendite di Wukong hanno fatto comprendere a tutti che "un gioco cinese ha il potenziale di vendere fino a 30 milioni di copie in pochi mesi", un traguardo che ora sembra anche alla portata di Phantom Blade Zero. Con tale pressione, il team di S-Game è consapevole della grande opportunità, ma anche delle alte aspettative globali che questo comporta.

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