Lo sguardo libero

Betty Senatore: “Dalla radio ai corsi di public speaking: la voce tra potere, seduzione e comunicazione”

Di Ernesto Vergani

È una delle voci più riconoscibili della radio italiana, da anni colonna portante di Radio Capital e appassionata narratrice del cinema nel podcast Che film guardo stasera? Ma Betty Senatore non è solo una conduttrice: da tempo insegna anche l’arte del public speaking, aiutando le persone a usare al meglio la propria voce. La incontriamo per parlare del suo mondo fatto di parole, emozioni e suoni.

Betty Senatore, quando ha capito che la tua strada era nella comunicazione?

Quando ero piccola mia madre ascoltava molto la radio, che è diventata inconsapevolmente anche la mia compagnia. Un giorno, in un momento in cui avevo molti dubbi sul mio futuro, perché stavo aspettando di completare gli ultimi passaggi per essere ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia (ne mancava solo uno!), busso alla porta della radio locale della mia città, Grosseto. Era una piccola radio dove c’era ancora la possibilità di osservare quelli bravi e imparare. Succede che si ammala un conduttore, mi “buttano” (letteralmente!) in onda e da lì capisco di aver trovato la mia strada. Il giorno dopo avrei avuto l’ultimo step del provino per il Centro ma non l’ho passato perché sono certa che avevo perso la motivazione e gli altri lo hanno capito. Ho poi coltivato la recitazione in altro modo, ma non come lavoro principale. Ormai la Radio mi aveva preso.

Ha lavorato con emittenti importanti come Radio2 Rai e Radio Capital. Cosa le ha lasciato questo percorso?

Radio 2 è Mamma RAI e non lo dico per caso. Mi ha preso per mano a 25 anni facendomi fare di tutto e di più, sperimentando qualsiasi tipo di programma, in qualsiasi condizione con tanti e bravi conduttori, dall’inviata per la Gialappa’s per Sanremo, alle dirette in qualsiasi evento. Radio Capital mi ha fatto diventare quella che sono ora: più consapevole di ciò che mi circonda e delle mia capacità. E’ una radio ricca di musica che ho anche (ri)scoperto e non finirò mai di ringraziarla per questo! Poi a Radio Capital ho realizzato il mio sogno: parlare di cinema!

Oltre alla radio, insegna dizione e public speaking. Quanto è importante oggi saper usare la voce?

La voce è il nostro marchio. Non ne esiste una uguale all’altra, è un po’ come un’impronta, solo che non si vede fisicamente, ma lascia comunque un segno. Bisogna saperla usare bene, ma soprattutto, come insisto molto nei miei corsi, bisogna anche respirare bene. Tutto parte da lì, il respiro addominale o diaframmatico è quello che dobbiamo recuperare per avere una voce giusta e sincera.

Come nasce il suo podcast Che film guardo stasera? E cosa la affascina di questo nuovo mezzo?

Il podcast è il modo per approfondire certi argomenti che in radio è magari complicato fare. E’ una connessione molto particolare con chi ascolta che è fatta sì di voce, ma anche di scrittura, effetti sonori e musica adatta al tema trattato. Si crea una fidelizzazione che è diversa rispetto a quella della radio. Alla radio alle volte si segue il flusso mentre il podcast si sceglie consapevolmente di ascoltarlo.

Ha ancora un sogno nel cassetto?

Certo, bisogna sempre pensare oltre! Io vorrei fare di nuovo teatro perché mi manca tantissimo. Certo è che la giornata è di 24 ore e io dovrò pure dormire ogni tanto…

Un consiglio per chi sogna di lavorare nella radio o nella comunicazione?

Bisogna essere molto curiosi, leggere tanto, ascoltare tutto, e respirare il mondo in cui si vive per stare sulla stessa linea di chi sta dall’altra parte.

Che rapporto hai con chi ti ascolta, sia in radio che nei podcast?

Con alcuni di loro sono diventata amica! Mi piace avere molte ascoltatrici donne. Di solito funziona il contrario quindi ricevere complimenti da una donna per me vale doppio! E poi mi chiedono sempre consigli su cosa vedere oppure hanno imparato che mi fanno recensioni dei film che vedono prima ancora che glielo chieda. C’è uno scambio continuo molto bello e stimolante.